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Barriere al Brennero, concorrenza sleale

21 Marzo 2016

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Barriere al Brennero, concorrenza sleale

Barriere al Brennero, concorrenza sleale, divieti. I dubbi e le proposte degli autotrasportatori CNA

Concorrenza sleale tra autotrasportatori, chiusura del confine del Brennero e possibile ripristino del controllo alla frontiera austriaca, nonché reintroduzione di alcune limitazioni nei confronti di specifiche merci tra Stati comunitari. Sono i temi discussi domenica 20 marzo dagli autotrasportatori trentini e altoatesini della CNA-FITA, riunitasi nella sede regionale di San Michele all’Adige per una giornata di formazione sulle regole che disciplinano il settore e un approfondito dibattito sugli scenari internazionali.

L’incontro ha coinvolto buona parte degli oltre 200 aderenti. I temi di carattere fiscale e tecnico, come gli incentivi della Legge di Stabilità e l’utilizzo del cronotachigrafo, sono stati affiancati da altri argomenti, come la necessità di chiedere un incontro con le forze dell’ordine e con le istituzioni per cercare una soluzione all’illegalità e alla concorrenza sleale di operatori stranieri, che attanaglia il settore.

“Ci preoccupa molto la concorrenza sleale da parte di operatori che, trasgredendo la legge sul territorio nazionale, offrono servizi a prezzi molto bassi. Un fenomeno che si è aggravato con la crisi e con la riduzione delle commesse – ha spiegato Piero Cavallaro, responsabile regionale di CNA-FITA -. Soprattutto competitor dell’Est Europeo effettuano trasporti internazionali anche sul territorio italiano. Per legge, potrebbero effettuare fino a tre consegue oltre quella di arrivo, con un limite temporale di una settimana. Spesso, però, si fermano in Italia più a lungo di quanto consentito, talvolta anche per mesi, accaparrandosi commesse locali a prezzi molto ridotti. Tutto ciò porta fuori mercato gli operatori italiani, in testa quelli altoatesini e trentini che operano a ridosso del confine. Chiederemo alle forze dell’ordine più severità nei controlli”.

Rimane aperto il problema del blocco austriaco al Brennero per controllare i profughi. “L’annunciata chiusura austriaca della frontiera del Brennero – aggiunge Cavallaro – comporterà un rallentamento del traffico e un aumento dei costi a carico degli autotrasportatori. Un’ora di fermo costa circa 60 euro. Aggiungiamo l’imminente introduzione di nuovi divieti settoriali in per le merci, il terzo tentativo austriaco in pochi anni di mascherare, con motivazioni ambientaliste, una vera e propria limitazione del commercio in ambito europeo”.

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