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Esponenti CasaPound impugnano decreto di condanna

18 Febbraio 2016

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Esponenti CasaPound impugnano decreto di condanna

Bolzano. Condannati a pagare una ammenda di Euro 1.300 a testa, undici esponenti di CasaPound impugnano davanti al giudice il decreto penale per aver organizzato a Bolzano una manifestazione non autorizzata al monumento alla Vittoria. 
Con la protesta essi intendevano contestare l’installazione dell’anello museale attorno ad una della due colonne del monumento. Veniva loro contestata la violazione dell’art. 18 del Testo Unico di pubblica sicurezza.

Erano dunque comparsi davanti al giudice

Mirko Gasperi, Davide Brancaglion, Maurizio Puglisi Ghizzi, Andrea Bonazza, Alice Ardolino , Luca Roccazzella, Patrik Stecher, Sandro Trigolo, Licia Cristofolini , Davide Vivarelli  e Fabio Vacca, i quali fatta eccezione di Licia Cristofolini, hanno chiesto di essere ammessi all’istituto di “messa alla prova”, che consiste nella sospensione del procedimento e l’estinzione del reato con lavori socialmente utili.
Assolta invece Licia Cristofolini, per aver potuto dimostrare, grazie anche alla testimonianza di Perroni – della Questura di Bolzano – di non aver preso parte alla manifestazione, ma di avervi solamente assistito.
I fatti contestati risalgono al 12 agosto 2014, quando gli esponenti di CasaPound avevano oltrepassato il cancello di protezione del Monumento e dopo aver raggiunto l’anello museale lo avevano coperto con la bandiera tricolore. Essi intendevano così controbattere la manifestazione regolarmente indetta dal movimento di Eva Klotz – Südtiroler Freiheit – che chiedeva la sostituzione del contestato nome di Piazza Vittoria in Piazza dell’antifascismo.
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