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Urzì, ecco le ragioni per cui sostenere la riforma per garantire la governabilità di Bolzano

22 Gennaio 2016

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Urzì, ecco le ragioni per cui sostenere la riforma per garantire la governabilità di Bolzano

Legge elettorale: le osservazioni addotte oggi dai consiglieri Walther Blaas e Andreas Pöder in conferenza stampa (con richiesta demagogica di ridurre drasticamente il numero dei consiglieri comunali rifiutando il sistema delle minuscole soglie pensate invece per indurre al rafforzamento delle coalizioni per favorire la governabilità) mi convincono ancora di più di avere imboccato ed avere aiutato a fare imboccare all’intero Consiglio regionale, in concorso con altri colleghi di altri gruppi politici, la strada giusta, sostiene il consigliere regionale Alessandro Urzì in una nota, specificando che:

  1. La riforma della legge elettorale è fatta nell’interesse di Bolzano perché Bolzano non viva ancora una volta l’incubo del commissariamento. I due consiglieri di Freiheitlichen e Buerger Union non sono di Bolzano e probabilmente a loro sfugge la gravità della situazione;
  2. La pretesa riduzione a 35 del numero dei consiglieri comunali di Bolzano a catena dovrebbe portare ad una riduzione del numero dei consiglieri comunali in tutta la provincia. Questa riduzione porrebbe a rischio la elementare sopravvivenza della rappresentanza del gruppo linguistico italiano in numerosi consigli comunali della periferia. La proposta per questo va ritenuta irricevibile;
  3. La pretesa riduzione del numero dei consiglieri comunali a Bolzano non influirebbe in alcun modo (le proiezioni lo dimostrano) sulla governabilità del capoluogo. Rimarrebbero fuori dal Consiglio liste con poche centinaia di voti ma l’equilibrio fra i blocchi rimarrebbe lo stesso. L’azione ha solo un intento punitivo verso la città capoluogo, accusata (senza volerne apprezzare invece la particolare complessità)  di avere più consiglieri della Provincia. L’intenzione è di rendere subalterna la Città di Bolzano alla Provincia;
  4. La pretesa riduzione del numero dei consiglieri comunali di Bolzano è ininfluente sul piano della spesa. I consiglieri vengono pagati con gettoni e non è certo una spesa di poche migliaia di euro per tutti i consiglieri in eccesso  nell’arco dei cinque anni a cambiare i valori della spesa pubblica, il problema è davvero altrove;
  5. La pretesa riduzione del numero dei consiglieri comunali a Bolzano metterebbe a rischio la rappresentanza della minoranza linguistica del capoluogo, ossia quella tedesca. A noi sta a cuore l’equilibrato rapporto fra i gruppi linguistici, la pretestuosità della polemica agitata da Freiheitlichen e Buerger Union si scontra con quello che dovrebbe invece essere il loro naturale interesse a difendere la rappresentanza tedesca a Bolzano, non a danneggiarla. L’operazione ha il sapore dell’operazione di marketing;
  6. La pretesa riduzione del numero dei consiglieri comunali di Bolzano colpirebbe principalmente l’opposizione (qualunque essa sarà). Una sana e rappresentativa opposizione è il sale della democrazia. Mi sorprende vedere come siano forze politiche di opposizione a volere togliere spazio e voce all’opposizione.
  7. Ridurre i consiglieri comunali a Bolzano in questa misura costringerebbe anche i Comuni trentini (a partire da Trento) a operare la stessa operazione. E’ inimmaginabile che questo possa accadere, quindi pretestuoso richiedere l’impossibile.
  8. L’introduzione delle modeste soglie di sbarramento non impedirà a nessuna lista minimamente rappresentativa di potere concorrere ad un seggio in Consiglio comunale a Bolzano. Il modello non è infine esportabile in altri comuni per il ridotto numero dei loro consiglieri che metterebbe a rischio la equilibrata rappresentanza dei gruppi linguistici.
  9. Il modello delle modeste soglie per l’accesso al Consiglio comunale non è esportabile sulla legge per la elezione del Consiglio provinciale perché lo Statuto prevede che la legge elettorale provinciale sia fondata sul proporzionale puro, senza possibilità di correttivi. La rappresentanza proporzionale dei gruppi linguistici viene in questo modo salvaguardata. Inoltre per la provincia non esiste la possibilità dei collegamenti fra liste e quindi una riforma come quella ipotizzata per il comune non è applicabile.

Lo scontro in atto in Consiglio regionale è fra quanti vogliano l’induzione alla riduzione della frammentazione e la governabilità della città, e quanti invece vogliono ridurla punitivamente all’immobilismo, commenta ancora il consigliere, concludendo che i maliziosi direbbero che in verità le due formazioni vorrebbero presentarsi per la prima volta al voto unite a Bolzano e non avendo i voti vogliano crearsi l’alibi per la loro sconfitta.

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