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Martedì 2 febbraio 2016 il vescovo Ivo Muser aprirà la causa diocesana di beatificazione di don Enrico Videsott

25 Gennaio 2016

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Martedì 2 febbraio 2016 il vescovo Ivo Muser aprirà la causa diocesana di beatificazione di don Enrico Videsott

Dopo anni di preparazione, nel 2009 si è costituito il comitato “Amici di don Enrico” che, nel 2012 ha consegnato il libello ufficiale per l’inizio della causa di beatificazione al vescovo Ivo Muser. Con la pubblicazione nel bollettino ufficiale della Diocesi di Bolzano-Bressanone del marzo 2014 i fedeli sono stati invitati a comunicare notizie riguardanti il parroco don Enrico Videsott. Sono pervenute molte comunicazioni positive e qualche singola critica.
Dopo il nulla osta della Conferenza episcopale regionale nel 2013 e quello della Congregazione romana il 3 marzo 2015 si è potuto proseguire secondo le norme riguardanti le cause di beatificazione. Nel frattempo sono state trovate delle omelie del parroco, scritte però in stenografia antica. Questi scritti sono stati trascritti. Il frate cappuccino p. Bernhard Frei si è assunto questo incarico. Il 15 dicembre 2015 sono stati consegnati al vescovo questi documenti.
Martedì 2 febbraio 2016 il vescovo Ivo Muser aprirà ufficialmente la causa diocesana di beatificazione alle ore 11 presso la Sala conferenze del Centro Pastorale a Bolzano.
Il processo diocesano comprende innanzitutto la raccolta dei dati biografici, assieme a quelli relativi al contesto nel quale il candidato è cresciuto. In seguito vengono raccolti tutti gli scritti, le lettere e le annotazioni del candidato stesso, come anche le testimonianze orali e scritte su di lui.
I periti teologici e storici esaminano l’autenticità, il contenuto e la credibilità dei documenti e danno un giudizio sulla personalità e la spiritualità del candidato.
Oltre ai periti sono da ascoltare i testimoni che hanno avuto rapporti diretti con il Servo di Dio e riferiscono in merito al suo carattere, la sua particolare vita nella virtù, il suo operato e il suo influsso. Allo stesso modo verranno prese in considerazione le testimonianze su grazie ricevute.
Questi periti vengono incaricati dal vescovo, come anche i componenti del Tribunale diocesano che è responsabile per l’attuazione della procedura giuridica. Il Tribunale è composto dal delegato episcopale, dal promotore di giustizia, dal notaio e dall’attuario.

L’apertura della causa diocesana di beatificazione di don Enrico Videsott è prevista alle ore 11 presso la Sala conferenze del Centro Pastorale a Bolzano.

Don Enrico Videsott (sintesi desunta dal libello del Postulatore)
Enrico Videsott nacque il 3 luglio 1912 a Montal/Mantana e fu ordinato sacerdote nel 1937 e di lì svolse il suo ministero, prima come cappellano e poi come parroco, in varie sedi della Diocesi di Bolzano-Bressanone, per concludere il suo servizio a La Valle, dove guidò la sua parrocchia come pastore esemplare, premuroso ed amorevole per 35 anni, fino alla sua morte nel 1999.
Don Enrico si distinse sempre per la sua profonda partecipazione ai bisogni della sua gente e per il soccorso ad ogni loro necessità materiale e spirituale.
Stimato come un padre buono e giusto, la sua disponibilità era illimitata, la sua profonda fede un potente aiuto, l’assiduità nella preghiera una forza cui tanti, da ogni parte, ricorrevano per riceverne conforto e consiglio; la sua benedizione, infine, fu sempre una fonte a cui ognuno attingeva grazie e favori dal cielo.
Uomo di grande carità verso il prossimo, non badava al riguardo di sé o alla sua salute, tantomeno alle critiche ed alle incomprensioni di certi, tra i quali anche alcuni confratelli; amava la preghiera e fondava sulla fede e la fiducia in Dio tutta la sua vasta azione pastorale e di soccorso.
Molte sono le testimonianze di sacerdoti, religiosi e fedeli circa la vita evangelicamente virtuosa di don Enrico Videsott.
Tante virtù gli procurarono grande fama e devoto riguardo del suo sacerdozio, che presto infatti valicò i confini della sua parrocchia e si diffuse non solo nelle valli Ladine, ma anche in altre parti d’Italia ed al di là delle Alpi.
La sua vita fu virtuosa e anche dopo la sua morte, fino ad oggi è sempre crescente il numero di pellegrini che giungono a visitare la sua tomba nel cimitero di La Valle, chiedendo la sua intercessione per i loro bisogni.
Il riconoscimento della santità di don Enrico contribuirebbe a mantenere vivo il suo spirito apostolico e servirebbe da esempio e modello per molti fedeli e sacerdoti e giovani che cercano in un mondo materialista ed egoista un modo per dare un senso alle proprie vite, indirizzandole sulla via del Vangelo ed alla causa del Regno dei Cieli.

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