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La promessa dell’utopia

16 Gennaio 2016

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La promessa dell’utopia

A 500 anni dal grande classico di Tommaso Moro – Una stagione ricca di eventi alla ricerca dell’isola che non c’è – Conferenze fino al 30 maggio 2016

Il 2016 sarà l’anno dell’utopia. Una intera stagione alla ricerca della società perfetta, una navigazione nell’isola raccontata da Tommaso Moro esattamente 500 anni fa (1516) attraverso i racconti del navigatore e filosofo Raffaele Itlodeo, che a Utopia ci visse per cinque anni e vide cose giuste, cose belle. Vide una politica adeguata alle attese dell’uomo dove regnano la pace, la giustizia, l’uguaglianza, il diritto, la sicurezza, le pari opportunità, la gioia e il sorriso. Tutto il contrario della società inglese dell’epoca, repressa, lacerata, corrotta, dissoluta, piena di vizi e di malcostume, che Moro aborriva e che attraverso quel libello egli poteva criticare ferocemente con spregiudicatezza ma anche con sarcasmo e ironia.

Il Centro per la pace del Comune di Bolzano, in parallelo al programma di eventi dell con la casa editrice il Margine e della provincia di Trento, lancia il progetto “Utopia 500” proprio con l’intento di rilanciare lo spirito dell’opera di Tommaso Moro facendo una grande operazione di rilettura dei motivi di fondo di quel racconto, che aprono alle utopie di oggi, quelle che segnano, nel concreto, la storia dell’umanità e lo sviluppo della società.

Il primo di febbraio, alle ore 18 nell’aula magna della Lub, ci sarà uno degli incontri più attesi della stagione, quello con il celebre sociologo polacco Zygmunt Bauman (gradito ritorno) che parlerà di “Utopia e infinito. Il mondo liquido e le sorgenti del male”.

Il 24 febbraio si entrerà nella storia dell’Utopia pacifista ricordando Bertha von Suttner, la pacifista viennese che fu il primo Nobel per la pace della storia nel 1901 e che scrisse il libro “Abbasso le armi”. Sulla figura della von Suttner dialogheranno due docenti universitarie, Paola Maria Filippi dell’università di Bologna e Susanne Elsen della Facoltà di Scienze della Formazione a Bressanone (Lub – ore 18:00).

Molto atteso è anche l’incontro previsto il 10 marzo (sempre alle ore 18 alla Lub di Bolzano) con il patriarca caldeo a Baghdad, Louis Sako, autore del libro “I cristiani del Medioriente e la violenza dell’Isis”. Il patriarca dialogherà con il coordinatore nazionale di Pax Christi don Renato Sacco.

Il 18 marzo si parlerà di “Utopia planertaria. Il diritto all’umanità” con l’economista italo-belga Riccardo Petrella (docente emerito all’università di Lovanio) e con il direttore della rivista fiorentina Testimonianze fondata da padre Ernesto Balducci, Severino Saccardi (Sala di Rappresentanza del Comune di Bolzano – ore 18:00).

Il primo di aprile si parlerà di “Utopia, antiutopia e follia. La paranoia, quella sottile pazzia che fa la storia” in un dialogo fra il famoso psicanalista Luigi Zoja e il filosofo trentino Francesco Ghia (Lub – ore 18:00).

Il 4 aprile (ore 18 sempre alla Lub) torna la grande filosofa ungherese Agnes Heller che terrà un dilaogo con Vincenzo Passerini sul tema “La promessa dell’utopia. Contro l’odio: la solidarietà e l’amore per il prossimo”.

Il 20 aprile eccezionale testimonianze di una giovane donna nigeriana, Isoke Aikpitaniy, che ha avuto la forza di uscire dal racket della prostituzione opponendosi ai suoi aguzzini che la picchiarono brutalmente fino quasi a farla morire (rimase i coma per alcuni giorni). Sopravvissuta all’aggresione ebbe il coraggio di raccontare la sua storia e quella delle altre ragazze nigeriane nel libro “Noi ragazze di Benin City”. La Aikpitaniy dialogherà con Luisa Zanotelli (Sala di Rappresentanza del Comune di Bolzano – ore 18:00).

Il 28 aprile (ma la data è ancora da confermare) è previsto un incontro con il grande scrittore israeliano David Grossman a cui è stato affidato il tema “L’utopia della riconciliazione. La guerra vista con gli occhi del nemico” (Lub – ore 18:00).

Il 17 maggio tornerà dopo parecchi anni uno dei simboli del Brasile, il domenicano Frei Betto, testimone e voce di uno degli episodi più inquietanti della storia brasiliana, ossia l’arresto e le terribili torture subite da un gruppo di domenicani, di cui egli faceva parte, ad opera della dittatura militare. Betto, teologo della liberazione, responsabile del progetto “Fame zero” nel governo Lula, oggi è uno degli scrittori e intellettuali più letti e amati del Brasile. Con lui si affronterà il tema “Utopia e giustizia. Una luce dai sotterranei della storia” (Lub – ore 18:00).

Gli incontri proseguiranno il 21 di maggio con un dialogo sul tema “L’utopia del mercato. L’illusione finanziaria e la transizione ecologica” con il gesuita ed economista francese Gael Giraud (Lub – ore 18:00).

La conclusione del primo semestre di eventi sarà affidata, in data ancora da confermare, al premio Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel e al padre della decrescita Serge Latouche. Tema: “Il diritto all’utopia. Uscire dalla religione del mercato. Danzare la vita”.

La stagione proseguirà con un nuovo cartellone di eventi per il semestre luglio-dicembre.

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