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BOLZANO. PAURA E DOLORE PER GLI ATTENTATI DI PARIGI NELLE OPERE DI JAMILA MORODER

2 Dicembre 2015

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BOLZANO. PAURA E DOLORE PER GLI ATTENTATI DI PARIGI NELLE OPERE DI JAMILA MORODER

Paura e dolore per gli attentati di Parigi. Sino al 10 dicembre nel foyer del municipio le opere di Jamila Moroder 

Nell’ambito della rassegna ARTè donna promossa dal Comune di Bolzano per valorizzare l’arte al femminile, fino a giovedì 10 dicembre si potrà visitare nel foyer del municipio del capoluogo, la mostra della giovane artista Jamila Moroder che espone i suoi lavori frutto della sua produzione artistica tra Ortisei e Parigi.
Jamila, 27 anni, ha concluso gli studi all’Accademia delle Belli Arti di Bologna e dopo varie epserienze artistiche a Londra, New York e Berlino con l’artista Norbert Bisky, gravita ora come artista indipendente tra la Val Gardena e Parigi.

Delle sue opere esposte racconta: “FEMALE è un’esplorazione sulle diverse percezioni che si hanno in merito ai tipi opposti di “genere” femminile e maschile. Tutti noi siamo abitati da uomini e donne. Essi sono in noi. Per non parlare del fatto che discendiamo tutti da un uomo e una donna, ed entrambi li portiamo dentro di noi.  Nei giorni in cui mi apprestavo a svolgere questo percorso tematico sono accaduti i fatti terribili di Parigi e di Saint-Denis, luoghi che conosco bene e in cui vivo.
Improvvisamente, le pitture che avevo realizzato per questa Mostra qui a Bolzano, mi sono apparse “fuoriluogo” e la questione sui “generi” ha perso l’importanza che aveva in precedenza. La paura e il dolore che gli attentati arrecano cercano protezione e sicurezza, conforto e controllo  e i soldati e le unità d’Élite che si muovono per salvaguardare la situazione, sono oggi presenti in tutti i mezzi di comunicazione; da questi media ho tratto le immagini che ho poi elaborato pittoricamente. Con queste mie opere voglio mettere in discussione l’abitudine di immaginare soltanto l’uomo come “guerriero”, mentre sono anche le donne oggi che, in un’emancipazione alla malvagità, abbracciano la guerra e la morte e diventano “kamikaze”, o combattono l’IS in Siria, con la stessa determinazione e con la stessa violenza degli uomini.
Gli stivali dei soldati e delle forze di polizia non lasciano trapelare chi si celi dietro, non si intuisce se diano protezione o se invece rappresentino una minaccia. La tutela è debole, fragile, penetrabile alle aggressioni, crea limiti e barriere per un lungo periodo.
Attraverso la maschera possiamo percepire l’anominato del personaggio, la maschera può essere infatti indossata sia dai nuclei speciali delle forse dell’ordine che dai terroristi stessi. Privata del viso e dell’identità, l’immaggine diventa misteriosa. Le labbra particolarmente truccate, che potrebbero essere tratte dalla più banale comunicazione pubblicitaria, rappresentano un contrasto rispetto alla banalità del vuoto e della tragicità della situazione. Il processo generativo della pittura testimonia la distruzione e la ricostruzione, e rispecchia così le condizioni dell’attuale società aperta. Rimane incerto come sarà il futuro
.”

BREVE BIOFRAFIA ARTISTICA:

Jamila Moroder è nata nel 1988 a Vienna. Si è formata all’Accademia di Belle Arti di Bologna e all’Università di Paris 8.
Dal 2012 al 2013 vive a Londra, dove sviluppa il lavoro artistico nel campo della pittura, della grafica e del disegno.
Nel 2014 durante tre mesi di residenza artistica a New York ha origine il ciclo di lavori Home of the Brave.
Nel 2015 partecipa al corso intensivo con l’artista Norbert Bisky presso l’Autocenter a Berlino. Prima mostra personale nella Galleria Civica a Bressanone (agosto).
Attualmente lavora come artista indipendente in Val Gardena e a Parigi.

 

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