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Bolzano. Correre senza la SVP alle prossime comunali? Sarà uno stimolo per il Pd. Parola di Roberto Bizzo

12 Dicembre 2015

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Bolzano. Correre senza la SVP alle prossime comunali? Sarà uno stimolo per il Pd. Parola di Roberto Bizzo

Correre senza l’SVP sarà uno stimolo per il Pd” – afferma Roberto Bizzo, benché il tema del Convegno di questa mattina nella sala di rappresentanza del Comune non fossero le prossime elezioni ma il futuro dell’Autonomia, o meglio la “Convenzione”, il futuro tavolo di lavoro, dal 16 gennaio prossimo, sull’aggiornamento dello Statuto di autonomia. Arno Kompatscher , il primo dei relatori che ha parlato, ha ricordato la diversa situazione locale ed europea nel 1972, anno in cui fu varato il Secondo Statuto. Non c’era l’Unione Europea, non c’era l’Euregio, non c’era Schengen, non c’erano le competenze venute in seguito. Energia, strade, insegnanti e quant’altro, voci innumerevoli che oggi rientrano nelle competenze della Provincia autonoma di Bolzano erano tutte ancora da acquisire. Recentissimo, poi, è il rinnovo del rapporto con l’Austria. Ci sono stati inoltre gli interventi della Corte costituzionale per le incompatibilità sorte in seguito alla riforma del titolo V della Costituzione. Si impone quindi la necessità – ha continuato il Presidente della Giunta nel suo dettagliato intervento – di una revisione dello Statuto che tenga conto di tre direttive fondamentali.

La prima è l’intesa, nel senso che le norme che sono andate perdute in seguito alla riforma costituzionale potranno essere ripristinate d‘intesa, cioè di comune accordo, così come le nuove, quella sull’ambiente ad esempio, saranno acquisite sempre con lo stesso criterio. La seconda direttiva è appena stata citata, e riguarda le future competenze, mentre la terza è la partecipazione. Un coinvolgimento degli attori che se da un lato dovrà tener conto dei principi fondamentali del bilinguismo e della proporzionale, potrà far nascere, sempre secondo Kompatscher, una sorta di “Patriottismo delle autonomie”. Il cantiere di questi lavori si protrarrà per oltre un anno, dopodiché i risultati saranno sottoposti alla approvazione del Consiglio regionale e del Parlamento. Complessivamente il giudizio di Kompatscher sullo stato di salute dell’Autonomia si è espresso in termini molto positivi.
Di tutt’altro avviso sullo stato di salute dell’Autonomia l’opinione del deputato Florian Kronbichler, secondo il quale se la candidatura a prossimo sindaco dell’ex presidente della provincia Luis Durnwalder è auspicabile da parte della Svp – come si apprende anche oggi dalla stampa – ciò coerentemente alla visione di Kompatscher dovrebbe essere prova di condizioni pessime dell’Autonomia. Nella attuale logica della Autonomia i rappresentanti degli “italiani non possono essere scelti dall’altra parte” –  ha detto Kronbichler – i quali evidentemente oggi si sentono “rassegnati“. Sono contento – ha detto – che SVP e PD vedano d’accordo, ma bisogna pur capire che c’è una situazione di ricatto!” e se gli italiani si sentono rassegnati, i tedeschi invece sono quelli che subiscono “il male minore“.
Lorenzo Dellai ,attualmente presidente della Commissione dei 12, ha definito il secondo Statuto di autonomia “opera di raffinata concezione giuridica in uno Stato fortemente centralista” qual era l’Italia nel 1972. Bruno Dorigatti, presidente del Consiglio provinciale di Trento, ritiene che la difesa della Autonomia debba passare anche attraverso un rafforzamento della funzione della Regione, oggi fortissimamente indebolita.
Secondo il senatore Palermo il vero grande problema che oggi l’Autonomia si trova di fronte è la “sfida della governence” ovvero quale debba essere il suo porsi nella definizione tra gli attuali livelli di governo. “La macchina del 1972” corrispondeva ad una dinamica provinciale, ed era adeguata così, ma questa non può più essere quella odierna, che invece deve inserirsi nella dinamica della globalizzazione che ormai ha investito tutti i livelli di governo.
Gli altri interventi. Il vicario del Vescovo don Michele Tomasi ha insistito sull’importanza del vivere l’autonomia “nelle differenze” con spirito di responsabilità. Giancarlo Bolognini ha auspicato una “autonomia non provincia-centrica e sempre sostenuta da alta tensione morale.”  Michele Di Puppo ha invece sottolineato le differenze sostanziali tra l’autonomia dell’Alto Adige e quella Trentina, osservando tra l’altro che mentre “in Alto Adige l’autonomia è etnica, in Trentino è territoriale.” 
Sala affollatissima e grande attenzione. Forse non è vero che la politica non interessa alla gente.
In foto: Roberto Bizzo e Arno Kompatscher
One Comment
  1. daniela mautone

    È vero la situazione altoatesina interessa molto agli altoatesini soprattutto italiani perchè vogliamo vedere di che morte dobbiamo morire...

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