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A tavola con Putin: l’orso è uscito dal letargo e strizza l’occhiolino agli italiani

9 Dicembre 2015

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A tavola con Putin: l’orso è uscito dal letargo e strizza l’occhiolino agli italiani

Dopo l’abbattimento del jet russo il Cremlino ha le idee più chiare riguardo l’agenda d’intervento nello scacchiere siriano. La guerra al terrorismo si dimostra tentacolare non simmetrica, l’ambiguità della Turchia l’esempio più lampante.

Mentre i raid russi continuano a spianare le posizioni dello Stato islamico in Siria, il sommergibile “Rostov sul Don” della flotta russa del Mar Nero è entrato nel Mediterraneo orientale, una mossa non casuale.

Secondo l’agenzia Interfax, che cita “una fonte ben informata”, il sottomarino trasporterebbe missili da crociera Kalibr-Pl.  Proprio per il pericolo rappresentato dai missili da crociera lanciati dalle navi russe nel Mar Caspio verso la Siria, tutti i voli da e per gli aeroporti della regione autonoma del Kurdistan iracheno sono stati cancellati per più giorni. È la seconda volta dalla fine di novembre che Tellar Fayek, direttrice dell’aeroporto internazionale di Erbil che con quello di Sulaimaniya è il principale scalo della regione, si è vista costretta a prendere questa misura preventiva. Prima di raggiungere la Siria, i missili lanciati dalle navi di Mosca devono attraversare infatti i cieli dell’Iran e del nord dell’Iraq.

Putin però deve tenere a bada le mire espansionistiche della Turchia che fa affari proprio con Is e che ha invaso militarmente il territorio iracheno (nessuno lo dice a chiare lettere, anzi la Ue ha elargito euro su euro ai turchi per occuparsi di migranti…) Mosca inoltre, ha fatto passare ai Dardanelli una propria nave con missili puntati su Istanbul e pronti al lancio.

Nelle immagini mostrate dalle televisioni locali, la nave militare “Caesar Kunikov” ha attraversato lo stretto di mare che divide Istanbul, diretta nel Mediterraneo.

In Siria Putin collabora spalla a spalla con Hezbollah ed ovviamente l’Iran. Queste due forze sono intervenute spontaneamente nel conflitto siriano, in funzione anti-sunnita: con l’abbattimento del regime di Assad, infatti, si sarebbe creata un’ampia zona a maggioranza sunnita che avrebbe potuto far piazza pulita degli sciiti. Ma tra Mosca ed Iran i rapporti sono fortissimi. Ultima, in ordine di tempo, la fornitura a Teheran dei sistemi di difesa aerea missilistica S300, fonte agenzia Tass. Solo gli occidentali non hanno capito che l’accordo sul nucleare è stato un semplice diversivo. Ma non è tutto.

Dal 2016 i russi potranno inoltre utilizzare i caccia di quinta generazione T50, lo ha annunciato giusto l’altro giorno il ministro della Difesa russo Yuri Borisov.

Citando il report di “Rivista italiana difesa” “il T50 rappresenta la prima esperienza per i russi con i materiali radar assorbenti (Ram), rispetto a quella trentennale maturata dagli americani con l’F-117. Cinque ad oggi i prototipi completati per più di 400 ore di volo (non male visto che il programma è datato appena 2006) Altri quattro velivoli saranno consegnati a breve all’esercito russo. Tutti i caccia sono stati dotati di radar AESA e controllo vettoriale tridimensionale della spinta”. Un notevole passo avanti per l’aviazione russa che dovrebbe permettere la superiorità aerea per i prossimi 40 anni. Solamente i sistemi Nato sono in grado di contrastare questo genere d’apparecchi. E qui entra in gioco l’Italia. Putin sa perfettamente che il ruolo principale nel Mediterraneo spetta al nostro paese ed alla nostra marina, dotata di navi modernissime ed in grado di mettere sotto scacco la flottiglia russa. A questo inoltre si aggiungono le due portaerei italiane, veloci e maneggevoli, solo la Royal Navy (ed i soliti americani) sono dotati al mondo di più d’una portaerei attiva. La Francia ne possiede una, nucleare, attualmente impegnata nei raid siriani, ma attualmente i russi con i francesi sono a braccetto. L’Italia, logisticamente e tatticamente, potrebbe diventare per i russi un partner affidabile per avere ad ovest le spalle coperte. Cosa troviamo sul piatto? Putin offre contratti energetici al ribasso, commesse per Finmeccanica e PiaggioAereoSpace) ed una collaborazione d’alto livello con la base di lancio spaziale russa. Gli italiani ovviamente dovrebbero sospendere le sanzioni, che in realtà danneggiano il Belpaese più d’ogni altro in Europa. L’Italia, ove è presente il comando Nato del Mediterraneo (a Napoli) dovrebbe rimanere nella Nato ma appoggiare i russi nelle operazioni nel Mediterraneo, aprendo i propri porti militari alle navi di Putin, utilizzare i propri aerei da rifornimento e soprattutto tenere sotto controllo il traffico turco verso la Libia. Pochi sanno che in questo momento la nostra marina assiste impotente al via vai turco di navi verso la Libia, cariche di materiali ed armi (per chi?) e soprattutto del tutto avulse dal salvare migranti in mare. Frontex ha monitorato tutto questo ma nessuno in sede Ue (e Nato) decide sul da farsi. I russi inoltre prometto un ruolo di prim’ordine per il nostro paese nel Mediterraneo che verrà. Teorie campate per aria? Non del tutto, qualche paese nord africano ha richiesto assistenza strategica ai russi (che vorrebbero però se ne occupassero gli italiani) e soprattutto stati come la Grecia e la Spagna preferirebbero avere l’Italia come interlocutore principe rispetto a Germania o Francia (gli inglesi in questo contesto sono proprio per i fatti loro) La Grecia inoltre, nell’ultimo periodo ha visto un aumento preoccupante di pressione da parte degli stati balcanici, Serbia esclusa. Gradirebbe poter intavolare collaborazioni con aziende italiane per riprendersi rotte adriatiche ora in mano a croati ed albanesi. Aspetto questo praticamente mai raccontato. La Croazia vorrebbe ma non può del tutto, punta sul turismo ma manca d’industria e si affida al mercato dell’est. Restia a far entrare nei propri progetti economici l’Italia (che non ama per motivi storici), ha puntato tutto sul low coast andando ad affossare quasi completamente il sistema marittimo greco. La Grecia infatti non ha la possibilità di presidiare le proprie isole e le proprie acque territoriali, continuamente violate da naviglio croato ed albanese, spesso accompagnato da flottiglie militari. Ma la flotta italiana presente in loco rimanderebbe eviterebbe queste “rotte” in presto e ridarebbe ai greci il loro ruolo. A questo s’aggiungerebbe una fornitura di mezzi da parte italiana. Fantapolitica? In questo momento probabilmente si, la nostra governance ha troppi dubbi e poche certezze. Non si sente apprezzata in sede Ue ma non ha il coraggio di prendere decisioni destabilizzanti. L’orso russo intanto ci prova e vista la nostra attuale situazione forse sarebbe almeno il caso di sedersi ad un tavolo, leggere le proposte e pensarci.

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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