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Patchwork family , o “nuove famiglie” in Alto Adige.

20 Novembre 2015

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Patchwork family , o “nuove famiglie” in Alto Adige.

Le famiglie “ricostituite” o “ricomposte” quelle in cui almeno uno dei due coniugi è al secondo matrimonio o seconda unione, costituiscono un fenomeno ancora relativamente poco diffuso nel nostro Paese. Rappresenta poco più del 5% di tutti i nuclei famigliari ma  è destinato a crescere considerevolmente nel prossimo futuro come conseguenza dell’aumento delle separazioni tra coniugi, tra conviventi, e dei divorzi. Si stima che in Alto Adige siano circa 7.500, tuttavia né la regolazione sociale, né la regolazione giuridica danno indicazioni circa le reciproche sfere di potestà e di aspettative nelle relazioni tra genitori e figli acquisiti.

Con l’istituzione dell’Agenzia per la Famiglia a livello provinciale, gli interventi di politica sociale stanno prendendo in adeguata considerazione anche questi nuovi modelli famigliari ed in particolare le “Patchwork family“. Secondo Oliveiro Ferraris “la sfida della famiglia ricostituita è quella di dover divenire gruppo, cioè sistema famigliare, senza aver avuto una storia precedente attraverso la quale la famiglia si costituisce gradualmente” . Famiglia elastica o famiglia a fisarmonica, chiamata cosi per quel meccanismo che porta a quei sistemi famigliari ad adattarsi alla presenza ed  alla assenza, fisica e non, affettiva di questo o quel componente del sistema in determinati periodi della settimana del mese o dell’anno. Il livello di complessità sale se vi sono figli di uno e non dell’altro, figli di entrambi, ecc.

Tra le famiglie ricostituite, quelle in cui, a seguito della rottura di una precedente unione, i figli nati da tale unione sono cresciuti da uno dei genitori naturali insieme al suo nuovo coniuge o convivente, presentano problematiche particolari nelle quali le politiche sociali non possono non tenerne conto. Mentre un tempo le famiglie ricostituite erano conseguenza di una vedovanza, oggi le famiglie ricostituite a seguito di un divorzio o della rottura di una unione di fatto, si presentano come aggregazioni sociali dai confini incerti che pongono in discussione i concetti di  genitorialità e le relative attribuzioni di doveri e diritti.

In queste famiglie si determina una rete complessa di relazioni, giacché tra adulti e bambini si possono instaurare rapporti di genitorialità non corrispondenti a quelli giuridici, con la possibilità di sovrapposizione tra i diversi tipi di genitorialità: quella biologica delle relazioni con il genitore affidatario ed il genitore non affidatario, e quella acquisita delle relazioni con il nuovo partner dell’uno o dell’altro. Una complessità questa destinata ad accrescere nel caso di divorzi e matrimoni ripetuti. Da queste situazioni scaturisce una vasta rete di parentela sociale che, oltre ad essere emblematica della pluralità e della non chiarezza nelle strutture famigliari nella contemporaneità, può anche essere fonte di una conflittualità anche grave tra le diverse figure genitoriali.

Né la regolazione sociale, né la regolazione giuridica danno indicazioni circa le reciproche sfere di potestà e di aspettative nelle relazioni tra genitori e figli acquisiti.

Con l’istituzione dell’Agenzia per la Famiglia a livello provinciale, gli interventi di politica sociale stanno prendendo in adeguata considerazione anche questi nuovi modelli famigliari ed in particolare le Patchwork family. L’Asdi, attivo da decenni in Alto Adige, con il sostegno ed il patrocinio dell’Agenzia per la Famiglia ha iniziato l’ interessante progetto / percorso “vivere con i figli dell’altro” per venire incontro a queste famiglie e alle loro esigenze. La speranza dell’ Asdi, attraverso questa unica ed importante  innovativa iniziativa, iniziata già in sordina nel 2011,  è quella di riuscire a fare prevenzione su eventuali altre separazioni  ed in tutela sempre della parte più debole che sono i figli.

Per informazioni rivolgersi al Centro Asdi via A.Diaz 57 Bolzano, orario ufficio  da lunedi a giovedi dalle 9.00 – 12,00  /  15.00 – 17.00  venerdi dalle ore 9.00 alle 12.00

Tel. 0471/266110  fax 0471 / 266250, email:asdibolzano@micso.net

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