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Merano, crocevia di reclutamento per aspiranti jihadisti, Urzì invita ad innalzare i livelli di sicurezza

12 Novembre 2015

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Merano, crocevia di reclutamento per aspiranti jihadisti, Urzì invita ad innalzare i livelli di sicurezza

Merano, crocevia di reclutamento per aspiranti jihadisti, Urzì accusa: la politica del Governo Renzi sta dimostrando il suo fallimento, siamo diventati terreno fertile per gli estremisti

Massima vigilanza e ferma reazione civile da parte di tutti i cittadini che difendono i valori della civiltà: questo è richiesto dopo l’operazione dei reparti speciali dei Carabinieri del Ros che stamani, in collaborazione con altre forze di polizia europee e Eurojust, ha portato all’arresto di 16 cittadini curdi ed di uno kossovaro a Merano. Risiedeva infatti nella città del Passirio Abdul Rahman Nauroz, cittadino curdo iracheno, risultato “particolarmente attivo nell’attività di reclutamento”, sia attraverso internet, sia attraverso ‘lezioni’ che teneva nel proprio appartamento di Merano, dove è stato arrestato alla prime luci dell’alba.

Nell’esprimere il proprio ringraziamento alle Forze dell’ordine che hanno portato a termine con successo la delicata operazione antiterrorismo, il consigliere regionale e provinciale dell’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì non nasconde la propria preoccupazione per quanto accaduto.

“La politica del Partito democratico e del Governo Renzi sull’immigrazione – afferma Urzì – sono l’espressione di un fallimento e queste sono le drammatiche conseguenze.  Il fanatismo islamico non è una minaccia virtuale, ma è ormai realtà consolidata anche nelle nostre città che qualcuno forse riteneva immuni. E’ un pericolo serio e per combatterlo in maniera forte, concreta ed efficace, bisogna lasciare da parte il buonismo e le preclusioni ideologiche. Non si può abbassare la guardia – continua Urzì – perché un colpo a segno non significa che il problema sia risolto, soprattutto di fronte a quelle frange estremistiche che non hanno nessuna intenzione di integrarsi e che approfittano della vulnerabilità dei sistemi di sicurezza nel cuore dell’Europa. Ciò offende ed indigna i cittadini italiani ma mortifica anche i tantissimi stranieri che invece hanno scelto la strada dell’integrazione e del contributo alla crescita dell’Italia, che hanno scelto come paese di adozione.”

“E necessario – conclude il consigliere Urzì – innalzare il livello di sicurezza anche in Alto Adige perché le recenti vicende dimostrano che per il  reclutamento di nuovi jihadisti,  i miliziani preferiscono le tranquille  e periferiche cittadine del nordest in cui possono muoversi più liberamente.”

Gli arresti sono stati disposti dalla Procura di Roma. L’organizzazione smantellata dal Ros era “caratterizzata da un’ideologia radicale e violenta, da una gerarchia verticistica e dalla segretezza della struttura compartimentata in cellule presenti in Medio Oriente e in Europa, in particolare in Italia, Germania, Svizzera, Inghilterra, Finlandia, Grecia, Svezia, Norvegia, Iraq, Iran e Siria”, spiegano gli inquirenti. Un’organizzazione “costituita dal mullah Krekar con l’obiettivo finale di rovesciare l’attuale governo del Kurdistan iracheno per sostituirlo con uno stato teocratico, di compiere atti di violenza in Europa e di alimentare dei teatri di conflitto, mediante l’invio di aspiranti combattenti, anche al fine di addestrarli per il futuro conflitto in Kurdistan”.

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