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BOLZANO. Donna, subisce violenza in pubblico alla manifestazione pacifista dell’UNICEF

18 Novembre 2015

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BOLZANO. Donna, subisce violenza in pubblico alla manifestazione pacifista dell’UNICEF

di Anna Pitarelli
Riceviamo e pubblichiamo.
“Ho subìto un’esperienza sgradevole in un luogo pubblico e in occasione della pubblica manifestazione di beneficenza organizzata dell’Unicef tenutasi a Castel Mareccio ieri pomeriggio. Si trattava della manifestazione in favore dei diritti dei minori proclamati il 20 novembre 1989 con la “CONVENZIONE DELL’ONU SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELLA ADOLESCENZA”.
Alla fine della manifestazione sono stata aggredita verbalmente da un signore dal’identità ben nota, ma che io fino ad ieri pomeriggio non avevo mai avuto occasione di incontrare, benché reciprocamente sapessimo l’uno dell’altra. Sono presenti alla scena alcuni partecipanti alla conferenza. Senza presentarsi, rivolgendosi a costoro, e indicandomi teatralmente, davanti allo sguardo allibito del direttore generale dell’UNICEF – ITALIA Paolo Rozera, il signore esclama:
“QUESTA SIGNORA E’ CATTIVA, QUESTA SIGNORA E’ PERFIDA, QUESTA SIGNORA HA SFRUTTATO LA SUEDTIROLER VOLKSPARTEI”.
Presa alla sprovvista , annichilita, senza parole, ho borbottato:”Non credo proprio!” Mia sorella, che era vicina, ha soggiunto: “No, anzi, è stata coraggiosa!”
Suppongo che con tutta probabilità il mio pubblico accusatore si riferisse alla mia decisione dello scorso giugno in Consiglio comunale di Bolzano, decisione non in linea con il programma di maggioranza (PD, SVP e altri /sindaco Spagnolli) e contraria alla approvazione della composizione della Giunta. Il mio voto contrario determinò la prima pietra di intralcio all’avvio della Consiliatura del Comune di Bolzano in seguito alle elezioni della scorsa primavera, con le note conseguenze che hanno portato alla caduta di Spagnolli e alla attualle situazione di Commissariamento.
L’aggressore ha aggiunto polemicamente:
“AH, QUESTE DONNE”Evidentemente un giudizio negativo su tutto l’universo femminile.
Ritengo che anziché essere donna, giovane, dall’aspetto educato e civile e all’apparenza mite, fossi stata invece uomo, imponente e dall’aspetto aggressivo, il suddetto signore non avrebbe avuto l’ardire di insultarmi.
Concludo rivolgendomi a tutti coloro che subiscono aggressione e violenza psicologica, o mobbing, come si dice correntemente oggi, con queste parole di esortazione:
“Non subite, agite, ribellatevi!  Anna PitarelIi”
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