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Tra scienza e mistero

4 Ottobre 2015

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Tra scienza e mistero

1933: una storia italiana al limite dell’impossibile e dell’ignoto

Vero o falso? Partiamo dalla domanda più ovvia e banale. Partiamo dal principio e da quello che sarà il primo di una serie d’articoli dedicati ad un tema molto affascinante ma nel nostro paese accantonato in fretta e furia. La leggenda narra che il genio Marconi (sul finire degli anni ’30), in crisi esistenziale e mistica, si rifiutò di cedere ai fascisti il brevetto di un’arma potenzialmente potentissima : il raggio della morte, ovvero un sistema che a distanza avrebbe fatto paralizzare i sistemi elettrici dei motori. Si vocifera sia stato sperimentato nel Lazio e abbia impressionato gli scienziati presenti e le spie naziste. Ricordiamo che Marconi  aveva il Papa dalla sua ed era molto devoto (che i due fossero amici è testimoniato dalla figlia, che ricorda una celebre udienza in Vaticano nel ’33. Non dimentichiamoci poi che fu Marconi l’ideatore della Radio Vaticana). Il fisico  moriva improvvisamente soltanto qualche mese dopo, al capezzale solo la figlia ed il medico personale. Molto strano per un personaggio utilizzato come marketing fascista fino a qualche tempo prima e osannato ad ogni esperimento radio. Guglielmo portò nella tomba il tutto e non se ne seppe più nulla. O forse qualcosa successe? Ma cosa, o chi, turbò cosi tanto l’animo del fisico? Il Duce qualcosa sapeva, i nazisti pure, dato che spiavano Mussolini in continuazione. Lo storico Viganò, di recente, ha dimostrato che perfino la Petacci passasse carteggi segreti e documenti particolari (come il gabinetto 33) alla Gestapo. La cartella “RS33” fini quindi tra le mani dell’amante. In particolare è l’ episodio che illustrerò in seguito a destare sospetti sull’esistenza di certi incredibili carteggi, davanti ai quali sbiadisce perfino quello più famoso di Dongo. (ovvero l’ epistolario Duce-Churchill, che il premier britannico fece sparire probabilmente durante la strana vacanza sul lago di Como a guerra finita e Mussolini giustiziato)

Ma cosa successe nel 1933? Prenderemo in esame una ricostruzione effettuata nell’ anno 2000 e basata su certi documenti che svariati pareri hanno definiti autentici, il condizionale è d’obbligo.

“Si era nel giugno 1993 ed un oggetto non identificato solcò i cieli di Milano e si schiantò : tra Varese, Sesto Calende e Vergiate. I fascisti però lo scambiarono (sempre) per un’arma di qualche potenza straniera. L’OVRA si occupò del velivolo (o dei suoi resti) e nascose il tutto nello stabilimento Siai Marchetti di Vergiate. Il Duce alza il muro e ordina all’agenzia ufficiale di stampa Stefani di bloccare tutte le notizie, anche un sussurro sarà punito. Costretto al silenzio anche l’osservatorio meteo di Brera. Nasce il Gabinetto Rs33 presieduto (nominalmente) da Marconi (che sarà sempre assente volontario) ma controllato dall’ OVRA che si occuperà degli avvistamenti ( frequenti tra i piloti della Regia Aeronautica), dei documenti e tutto il resto  fino alla fine della guerra. Il resto è leggenda pura : alla fine degli anni trenta Marconi costruisce il famoso raggio. Succede poi che nel 1939 ad Essen, Germania, tutti i veicoli a motore si bloccano ( il fatto è documentato) e che nel 1941 i tedeschi cominciano a costruire i V7, velivoli discoidali che verranno a fine conflitto distrutti ed in parte recuperati dai russi. Ed il capannone Marchetti di Vergiate? Il 17 marzo 1943 un incendio doloso lo distrusse. Il mistero avvolge quindi il finale di questa storia tutta italiana, ma questa è un’ altra storia…

 

Giornalista pubblicista, originario di Bolzano si occupa di economia, esteri, politica locale e nazionale
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