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Pensare al domani

7 Ottobre 2015

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Pensare al domani

Pubblichiamo una lettera al direttore di Enrico Lillo

Pensare al domani

Così come l’Italia ha bisogno di un riformismo forte, interprete coerente di quel riformismo, liberale, democratico e socialista che, in diversi paesi europei si è proposto ed ha attuato un incisivo programma di riforma della società nei suoi vari aspetti, sociali, economici, civili e culturali, altrettanto in Alto Adige è giunto il momento di intraprendere un percorso di svolta, che affermi il principio dell’alternanza, delle pari opportunità nella guida (nel nostro caso) di una città che praticamente da sempre è stata governata dal Centro Sinistra. Lo sviluppo del processo unitario di tutte le forze politiche potenzialmente interessate ad un progetto che non è ancora neanche in “nuce”, ma che potrebbe portare alla formazione di un ipotetico “Movimento di raccolta degli italiani in Alto Adige” lo riterrei un fatto di grande importanza e risponde, a mio avviso, ad un’esigenza manifestata in più occasioni in questi ultimi tempi da molti cittadini che si riconoscono anche in opposti schieramenti politici. Sono consapevole che permangono in molti remore e timori, talvolta giustificati, circa la natura di un potenziale nuovo soggetto politico, la cui identità, i cui valori fondanti e i riferimenti politici e culturali, dovrebbero trovare comunque un punto fermo di forte aggregazione che non dovrebbe essere soltanto il “contraltare” della Volkspartei. Sono domande, invece precise, che devono trovare risposte puntuali e non ambigue, partendo dall’assunto che nella società altoatesina non sono venute meno le ragioni di una grande forza politica capace di convogliare i voti degli italiani e di risolverne le contraddizioni. Non è quindi il superamento dei valori e dei grandi obiettivi di trasformazione sociale che segnerebbero la costruzione di un nuovo soggetto politico, al contrario, è in nome di quei valori di libertà ed uguaglianza e di quegli obiettivi di pace e di progresso sociale che occorre oggi unire quelle culture e quelle forze politiche moderate sia di destra che di sinistra che comunque vogliono rappresentare in questa terra coloro che appartengono alla stessa cultura, si riconoscono nello stesso idioma, mentalità e tradizioni. Bisogna dunque innescare un confronto serio e profondo, privo di ambiguità se vogliamo affrontare una così epocale sfida storica, incominciando proprio dalla città di Bolzano. Per questo l’avvertenza preliminare, semmai si arrivasse a valutare la concretezza di questo percorso, sarà partire con il piede giusto, per unire e non per dividere. Il processo unitario di un movimento di raccolta italiano in questa terra potrebbe segnare autenticamente un confronto democratico tra due grandi schieramenti di raccolta che si porrebbero sullo stesso piano, soprattutto in termini di soggezione emotiva. Da qui, non sarebbe del tutto scontato se dal confronto, gli stessi due grandi partiti diventassero dei movimenti non più rappresentanti di un etnia piuttosto che di un’altra, ma movimenti che si distinguono per valori etici, programmatici ed economici e non per mere espressioni di appartenenza etnica.

Dott. Enrico LILLO

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