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L’Italia cambia rotta, sette direttori dei grandi Musei pubblici sono stranieri. Una bolzanina dirigerà la Galleria Estense di Modena

18 Agosto 2015

L’Italia cambia rotta, sette direttori dei grandi Musei pubblici sono stranieri. Una bolzanina dirigerà la Galleria Estense di Modena

In Italia c’è stato un vero cambiamento radicale. Sette direttori dei più importanti musei pubblici d’Italia nominati sono stranieri, mentre gli altri tredici italiani vantano prestigiose esperienze all’estero. Una troupe relativamente giovane, considerando che l’età media dei direttori nominati è di cinquanta anni. Interessante è inoltre che su venti, dieci sono uomini e altrettanti sono donne. Almeno questa volta nessuno potrà dire che non è stata rispettata la par condicio fra i due generi. In ogni caso parlando di stranieri, è bene ricordare che si tratta in tutti i casi di cittadini dell’Unione Europea, tre tedeschi, due austriaci, un britannico e un francese. Ma chi sono, cosa hanno fatto e quale museo dovranno dirigere? Alla Galleria Borghese di Roma andrà la storica dell’arte Anna Coliva, alle Gallerie degli Uffizi di Firenze lo storico dell’arte, nativo di Friburgo in Brisgovia, Eike Schmidt, alla Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Roma un’altra storica dell’arte nativa di Cagliari Cristina Collu. Anche alle Gallerie dell’Accademia di Venezia andrà una donna, la storica dell’arte d’origine veneta Paola Marini, mentre al Museo di Capodimonte di Napoli lo storico dell’arte francese Sylvain Bellenger.  La magnifica Reggia di Caserta sarà affidata al museologo e manager culturale britannico James Bradburne, mentre la Pinacoteca di Brera di Milano passerà sotto la guida del manager culturale bolognese Mauro Felicori. Un’altra donna in pole position a Firenze come direttrice della nobile Galleria dell’Accademia di Firenze, la storica e manager culturale proveniente dalla Bassa Sassonia Cecilie Hollberg. Pure la Galleria Estense di Modena sarà diretta da una donna, la storica dell’arte bolzanina Martina Bagnoli, come alle Gallerie nazionali di arte antica di Roma, dove la storica dell’arte Flaminia Gennari Santori prenderà in mano le redini. Lo storico dell’arte austriaco Peter Aufreiter si occuperà della Galleria nazionale delle Marche di Urbino, mentre in Umbria, alla Galleria nazionale di Perugia avremo alla guida del Museo lo storico dell’arte e filosofo toscano Marco Pierini. La storica dell’arte campana Paola D’Agostino si occuperà del Museo nazionale del Bargello di Firenze. Il Museo archeologico nazionale di Napoli sarà diretto dall’archeologo Paolo Giulierini e l’incantevole Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria passerà alla direzione dell’archeologo e architetto calabrese Carmelo Malacrino. Ancora una donna al timone in Puglia, l’archeologa Eva Degl’Innocenti che dirigerà il Museo archeologico nazionale di Taranto, mentre il Parco archeologico di Paestum sarà diretto dall’archeologo tedesco Gabriel Zuchtriegel. Lo stupendo Palazzo ducale di Mantova sarà diretto da un altro austriaco, lo storico dell’arte, Peter Assmann e il palazzo reale di Genova dalla storica dell’arte Serena Bertolucci. Il Polo Reale di Torino invece sarà affidato alla storica dell’arte Enrica Pagella. Certamente ci saranno delle critiche e non tutti saranno contenti. Tuttavia intanto lasciamoli lavorare. L’Italia e in particolare i beni culturali hanno bisogno di persone esperte, pertanto ben venga il cambiamento.

In foto: il Palazzo dei Musei che ospita la Galleria Estense di Modena

Giornalista pubblicista, scrittore.
One Comment
  1. daniela mautone

    Secondo me ci sono molti italiani validi che potevano occupare questi posti.. non mi piace questa esterofilia quando gli altri ci considerano alla stregua della Grecia o quasi.. non capisco la logica di queste scelte...

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