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Dialetto come requisito, i consiglieri della Lega chiedono alla Seab di ripensarci

23 Agosto 2015

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Dialetto come requisito, i consiglieri della Lega chiedono alla Seab di ripensarci

Precisando sin da ora che la Sezione Lega Nord Bolzano Bozen non ha assunto una posizione ufficiale nei confronti della decisione di Seab di introdurre il dialetto come condizione vincolante all’assunzione, i consiglieri Maturi e Nevola desiderano porre l’accento come l’introduzione di simili parametri di selezione per il reclutamento del personale non siano opportuni in quanto irrispettosi di un gruppo linguistico di appartenenza, quello italiano, che non necessariamente è tenuto a conoscere il dialetto sudtirolese – affermano gli stessi in una nota. Il formarsi di una cultura comune – processo di amalgama a nostro avviso di primaria importanza, il quale ha già dato i suoi frutti – vede nelle rispettive lingue madri, l’italiano ed il tedesco, un’opportunità culturale e non già una barriera di divisione. La grande opportunità che questa terra offre ai suoi abitanti, il bilinguismo, è in concreto la possibilità di formarsi in un’ottica di internazionalità, ma ciò passa dall’apprendimento anzitutto di lingue “standard” come italiano e tedesco, non già del dialetto, sebbene sia certamente un arricchimento culturale individuale. La valorizzazione e il rispetto delle rispettive tradizioni dei due gruppi linguistici principali abitanti la Nostra terra, tra cui anche il dialetto, è uno dei capisaldi che la Lega da sempre ritieni di primaria importanza e si impegna a salvaguardare – affermano i consiglieri, secondo i quali non andrebbe però confuso, o peggio strumentalizzato, il rispetto con l’imposizione, che in questo caso ha tutto il sapore di un sopruso volto a penalizzare e dividere anziché unire. La tutela delle tradizioni non può e non deve essere un elemento di disgregazione, ma di reciproca conoscenza e rispetto finalizzati non già alla mera convivenza, ma alla creazione e al consolidamento di una cultura comune. Alla luce di ciò, non possiamo condividere una scelta tanto goffa e inappropriata da parte del cda di Seab, pertanto invitiamo formalmente la Seab a rivedere la propria posizione, concludono i consiglieri Filippo Maturi e Luigi Nevola.

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