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Primo soccorso aziendale – Favoriti gli imprenditori locali

23 Luglio 2015

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Primo soccorso aziendale – Favoriti gli imprenditori locali

E’ una vecchia questione quella che propongo, ma si sa che d’estate sono i vecchi film che vanno per la maggiore. Serve però per capire in che modo questa Amministrazione provinciale, e quelle che l’hanno preceduta, sempre a maggioranza SVP-PD, si adoperino per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Parliamo dell’obbligo che tutti i datori di lavoro d’Europa hanno, di mettere in atto misure che vanno dall’individuazione alla formazione dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di gestione delle emergenze in azienda (primo soccorso e prevenzione incendi).

Tali previsioni sono state recepite dall’Italia con il D.Lgs. 626 nel 1994 (oggi D.Lgs. 81/2008) e, per quanto riguarda le attività di primo soccorso,  regolamentate con il D.M. 388/2003.

Già il Presidente del Consiglio Renzi ha avuto modo di dare il peggio di sé sulla questione intervenendo nel corso di una nota trasmissione televisiva, ma è nulla rispetto a come la questione è stata affrontata e risolta in salsa nostrana.

Il Consiglio provinciale una decina d’anni fa, ha approvato una proposta di modifica della L.P. 41/1988 (legge in materia di lavoro di competenza dell’Assessora del tempo, Luisa Gnecchi) che autorizzava l’emanazione di un Decreto del Presidente della provincia con il quale si individuano alcune modifiche al DM 388/2003.

  • Non potendo ridurre il numero di ore di formazione previste, 12 o 16 a seconda dei casi, si è fatto ricorso allo stratagemma di trasformare un’ ora di lezione da 60 minuti, in unità didattiche da 45 minuti.  Ecco che in un colpo agli imprenditori locali è stato praticato uno sconto (è tempo di saldi) del 25 % sulle ore di formazione effettiva.
  • Con la seconda modifica, l’aggiornamento, che il DM 388 prevede debba essere effettuato ogni 3 anni, diventa decennale. Stiamo parlando di un aggiornamento della durata di 4 – 6 ore (che andranno scontate anche queste) in un settore sensibile a continue innovazioni.

Di tale particolare normativa, illegittima sul piano formale e vergognosa su quello sostanziale, si sono accorti nel vicino trentino i cui organi di vigilanza, hanno ravvisato una chiara violazione della norma, ma io direi anche una limitazione alla libera concorrenza visto il favore praticato. E poiché molte imprese sudtirolesi operano in altri territori, oltre che nel vicino trentino i nostri hanno dovuto correre ai ripari.

E lo hanno fatto ancora una volta a modo loro proponendo agli interessati un doppio binario formativo: “Vuoi frequentare i corsi secondo il DM 388 della durata di 16 – 12 ore o quelli secondo il Decreto del Presidente della durata di 16 – 12 unità didattiche?” Insomma, sai che se vai fuori provincia rischi di essere sanzionato, ma decidi tu. Noi ti abbiamo avvisato. Ricordo per inciso che la violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro è sanzionabile penalmente con l’arresto o con l’ammenda.

In ogni caso, per chi avesse deciso di frequentare i corsi “scontati”, beh un piccolo “aiutino” glielo si può sempre dare. Sugli attestati di frequenza, bilingui, come nel caso di quelli rilasciati dalla Croce Bianca, si precisa che il corso ha una durata di 12 o 16 unità didattiche (in questo caso dicendo la verità) sottolineando però solo nella parte in lingua tedesca, che corsi sono organizzati in conformità alla normativa nazionale e provinciale, mentre tra i riferimenti normativi lingua italiana, si cita solo normativa nazionale. Una piccola omissione ma chi vuoi che se ne accorga.  Vuoi che i trentini vadano a leggersi anche i riferimenti normativi in tedesco?

Mi sarei aspettato che su questa cosa insorgessero i partiti di opposizione e le OO.SS.. C’è materia per ricorrere al Commissariato del Governo e magari anche in Parlamento per vedere affermato il principio che la Provincia autonoma non ha la competenza esclusiva su tale materia ma, soprattutto, che non può ridurre il livello di tutela dei lavoratori, con ciò infrangendo uno dei principi cardine della normativa interna ed europea.

I fatti narrati non sono nuovi ma per rimediare a questa vergogna, semplicemente abrogando il decreto provinciale ed eliminando il “doppio binario”,  c’è sempre tempo.

Franco Mugliari (alias Muglia La Furia)

http://muglialafuria.blogspot.com

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