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IL COMUNE A LA COMUNE: “ORA BASTA!”

2 Aprile 2014

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IL COMUNE A LA COMUNE: “ORA BASTA!”

“Ora basta!”. Il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli alza la paletta rossa in faccia all’associazione La Comune  dopo giorni di tempesta sul fronte contributi e affitto. Una corda tesa che il primo cittadino ha accettato fino a un certo punto  “ma ora è il caso che la posizioni si ammorbidiscano. La città ha dato molto alla famiglia Forcato e alla loro attività associativa e sicuramente non possiamo accettare chissà che rivendicazioni. Altre realtà con le medesime vicissitudini amministrative sarebbero state costrette a rifondarsi”. A rendere incandescente la situazione, però, è la questione dello sfratto e la denuncia di due pesi e due misure rispetto ad altre realtà come la Banda Mascagni. “Chiariamo prima di tutto che la Mascagni è un’orchestra e come tale ha bisogno di spazi decisamente diversi. Trovare loro una sistemazione è in questo senso più complesso rispetto a La Comune o Euterpe. Il mio consiglio, comunque, è sempre stato quello di cercare nel privato perché non si tratta di una strada impercorribile. Loro stessi hanno rinunciato a due soluzioni (via Palermo e via Sassari) perché le ritenevano troppo care, quindi qualcosa si era mosso. Il privato può pure fare degli sconti se si tratta solo di economia.  E’ una questione di serietà: dobbiamo comportarci così altrimenti tutte le altre associazioni con problemi di cambio di sede potrebbero avanzare richieste particolari. Il 9 maggio, in ogni caso, rimane una data perentoria sottoscritta, oltretutto, dagli stessi rappresentanti delle varie organizzazioni. La soluzione di via Mendola? Mi andrebbe benissimo”. C’è spazio anche per una stoccata di tipo gestionale. “Sarebbe ora che La Comune se la cavasse anche con le proprie forze perché il giro di denaro che circola attorno alle loro attività è comunque consistente. Altre realtà ce la fanno contando su meno risorse da parte dell’amministrazione”. Sotto sotto, però, sfrigola una lotta con l’assessorato provinciale nemmeno troppo celata. “E’ chiaro che ci sono anche delle ragioni politiche e di opinioni divergenti con Christian Tommasini, ma non è corretto sfruttare una posizione mediatica forte per inviare messaggi non esatti. In alcuni tratti mi è sembrata una protesta becera”. Intanto, però, la stessa Euterpe si è particolarmente risentita per la gestione della faccenda: non c’è solo La Comune sul piede della protesta. “Mi stupisce – chiude il sindaco – che Michele De Luca non conosca alcuni meccanismi del Comune essendo lui stesso dipendente comunale. Poteva tranquillamente trovare delle contromisure in anticipo come peraltro fanno, del tutto lecitamente, altri suoi colleghi presidenti d’associazione”. Semaforo rosso alla polemica da piazza Municipio: basterà?

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