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COMUNE, A RISCHIO LE ATTIVITA’ ESTIVE

23 Aprile 2014

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COMUNE, A RISCHIO LE ATTIVITA’ ESTIVE

A rischio le attività estive. Quando si parla di Finanza Locale e accordi per i trasferimenti si galleggia spesso nell’indefinito delle cifre eppure tutte le difficoltà si concretizzano nella preoccupazione espressa oggi dal sindaco Luigi Spagnolli su un accordo che non si trova e milioni ballerini tra Stato, Provincia e persino l’Ipes. “Senza questa chiarezza rischiano le attività estive. Non possiamo pretendere che le associazioni aspettino chissà quanto”. Difficile capire quali possano essere davvero le iniziative in pericolo, ma si può tranquillamente passare dall’Estate Ragazzi agli appuntamenti per gli anziani passando per i tornei sportivi. “Non sono in grado di fare specifiche – specifica il primo cittadino – perché alimenterei allarmi sociali senza sapere esattamente quali siano già state finanziate ma di certo la mancanza di risorse rischia di colpire i settori di cultura, tempo libero e sport”. La vicenda è nota: mancano certezze dalla ripartizione del Consorzio dei Comuni, ma anche dalla Provincia. “Il problema vero è ancora più a monte e fa capo a uno Stato che non è mai in grado di dare certezze e ogni anno presenta qualche sorpresa sgradita. A cascata l’incertezza si ripercuote”. Anche con il Consorzio, però, non sono proprio rose e fiori. “Domani solleciterò il presidente Andreas Schatzer perché si possa al più presto contare sulla studio di ripartizione effettuato dall’Eurac. Il Landehsauptmann Arno Kompatscher vuole ragionare su quello. Certo, poi ci sono diversi calcoli che non tornano. A volte sono veri e propri errori formali su cui ci dovremmo confrontare”.

Il vero cortocircuito, però, salta fuori quando si scoperchia il pentolone del contenzioso con l’Ipes per il pagamento dell’Imi. Il Comune lo pretenderebbe sugli alloggi sociali considerandoli come affittati, ma l’Istituto si difende catalogandoli alla voce “prima casa”. Ballano la bellezza di quasi 3 milioni di euro. “E’ brutto dover andare al muro contro muro con l’Ipes che i soldi dovrebbe utilizzarli per dare le case ai poveri – riflette Spagnolli – ma è l’effetto di un sistema scellerato che ci mette tutti contro tutti. Il paradosso è che si tratta sempre di soldi pubblici, ma se dovessimo finire in un contenzioso una parte andrebbe spesa in avvocati. Buttata”.

Un quadro d’incertezza che senza soluzione porterebbe a  orizzonti ancora più drastici. “Una soluzione la dobbiamo trovare altrimenti vado da Kompatscher a consegnare le chiavi e la quadra spetterebbe a un commissario”. In realtà un paio di estreme conseguenze ci sarebbero. “Se io alzassi l’Imi seconda casa al massimo dell’aliquota passando dal 7,5 al 12,6% arriverei molto vicino alla quadratura, ma non vogliamo farlo perché non lo riteniamo opportuno. In casi eccezionali si può anche attingere all’avanzo di bilancio ma si tratta di una tantum quindi di scelte possibili una volta sola e dettate da una vera emergenza”. C’è ancora spazio per una trattativa i cui effetti non sono solo pura contabilità.

Alan Conti

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