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CONGRESSO SINDACATO LAVORATORI COMUNICAZIONI – TANTE LE CRITICITA’ DEL SETTORE

1 Marzo 2014

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CONGRESSO SINDACATO LAVORATORI COMUNICAZIONI – TANTE LE CRITICITA’ DEL SETTORE

La privatizzazione di Poste Italiane, il cambio di proprietà alla Telecom, la crisi dell’editoria e gli effetti sui livelli occupazionali del settore. Sono questi i temi al centro del congresso Slc/Cgil, categoria che rappresenta i lavoratori delle aziende che operano nel settore dell’informazione del sistema radiotelevisivo pubblico e privato, delle telecomunicazioni, delle poste e dello spettacolo. Durante il congresso, a cui hanno partecipato 41 delegati e il coordinatore nazionale per la produzione culturale di Slc/Cgil, Silvano Conti, è stato eletto il nuovo gruppo dirigente e delineato l’impegno per i prossimi quattro anni. E’ stato riconfermato, alla guida della Slc/Cgil, Fabrizio Tomelleri.

Nel suo interveto Tomelleri si è soffermato sulle criticità del settore della comunicazione citando in primis la privatizzazione di Poste Italianee la forte preoccupazione per la continua riorganizzazione del settore postale mirata alla mera riduzione dei costi, senza una vera prospettiva di rilancio. “La privatizzazione è ispirata alla necessità di ‘fare cassa’ e non a una visione strategica, con il rischio di un investimento prettamente speculativo. Gli sportelli postali sono diffusi in modo capillare su tutto il territorio e i prodotti bancari e assicuratividi Poste Italiane sono redditizi. Non deve perciò meravigliare, che di fronte alla crisi di liquidità dei privati, si faranno avanti investitori bancari e assicurativi. Il rischio è, che Poste Italiane sarà soggetta a un progressivo smantellamento”.

Anche per le aziende delle telecomunicazioni il futuro non è roseo. Per la Slc/Cgil la vendita di Telecom a Tim Brasil rappresenterebbe un ulteriore passaggio per “impoverire” l’azienda. “Le reti informatiche – ha detto De Nardi  – dovrebbero essere in capo allo Stato per l’importanza che rivestono”. Anche a livello locale non mancano i problemi: “In provincia di Bolzano su 70 esodati Telecom circa la metà sono ancora in attesa della pensione. All’interno di Telecom abbiamo inoltre circa 300 contratti di solidarietà, che, nel peggiore dei casi, finiranno in mobilità o in esternalizzazioni. L’auspicio è che ciò non avvenga e che rimanga tutto all’interno dell’azienda. A mio avviso le aziende delle telecomunicazioni, per il ruolo che rivestono, devono investire nelle nuove tecnologie di rete, nella ricerca e nello sviluppo del settore”, così De Nardi.

La crisi della pubblicità è alla base delle difficoltà del settore grafico e poligrafico. Nel corso del congresso sono stati anche dibattuti i temi della crisi dell’editoria, in particolare dell’industria grafica. I poligrafici che, anche in Provincia di Bolzano a causa dei prepensionamenti sono sempre meno, si trovano con il contratto scaduto e il rischio di venire assorbiti dal contratto dei grafici, perdendo quindi il fondo Casella. Crisi anche per le aziende grafiche, come la Rotolongo che ha visto 60 lavoratori in cassa integrazione straordinaria a zero ore in scadenza a novembre 2014.

Per quanto riguarda la Rai gli investimenti vanno bene, è stato ribadito, ma è altresì necessario salvaguardare il servizio pubblico e l’imparzialità dell’informazione.

La Slc/Cgil esprime forti preoccupazioni anche per i tagli alla produzione culturale lirica all’interno del bilancio provinciale. “Temiamo il solito taglio orizzontale alle risorse che non valorizza le produzioni artistiche riconosciute nei molti anni di attività ma si limita a tagliare i costi con troppa miopia”, ha detto in conclusione Tomelleri.

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