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SE IL PD CRITICA MONOPOLY… IL PDL POTREBBE ATTACCARE I PUFFI

25 Agosto 2013

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SE IL PD CRITICA MONOPOLY… IL PDL POTREBBE ATTACCARE I PUFFI

Rissa alla Camera

Incredibile lettera di sette parlamentari del PD all’Ambasciatore americano
Finisce l’estate e pian piano i nostri politici tornano al lavoro, ma a sentire le dichiarazioni di alcuni deputati del PD – ben sette- pare che il troppo sole gli abbia dato alla testa.
Ameno così  si arguisce  dalla  missiva indirizzata all’ambasciatore degli Stati Uniti e firmata dai pidiessini Michele Anzaldi, Marina Berlinghieri, Matteo Biffoni, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno. La nota  critica aspramente la nuova versione del noto e antico gioco di società «Monopoly» della Casa Hasbro che, come è noto, si basa sulla dinamica dell’acquisto e della vendita  degli  immobili. Il gioco sarebbe altamente diseducativo, secondo i parlamentari del Partito Democratico, e ad avallare la loro angosciosa preoccupazione gli allarmati  censori citano anche la variante introdotta nella nuova versione che consiste nella abolizione della casella  «prigione»
Si pensi che nella maggior parte delle case italiane, «Monopoli» – con la «i»normale, non la «Y» americana-  era il gioco da tavolo che negli anni scorsi Gesù Bambino metteva sotto l’albero di Natale per i bambini buoni,  e col quale poi la famiglia allargata a nonni,  zii e prozii  si intratteneva nelle lunghe e noiose serate di Santo Stefano, San Silvestro e la Befana…
C’è da dire, in verità, che il mondo dell’intrattenimento spesso ha  subito critiche moralistiche. Si è detto che il rock incita al satanismo, i videogiochi alla violenza, che le bambole  invogliano alla chirurgia plastica… Quanto ad assumersi serie  responsabilità in tema di educazione, di quello quasi mai, o assai raramente si sente discutere. Men che meno lettere all’Ambasciatore degli Stati Uniti.
Forse i nostri censori farebbero meglio a  pensare se sia più diseducativa un’esperienza ludica come quella dell’innocente Monopoly – dove si acquistano immobili e si «specula» sulla convenienza finanziaria dell’operazione economica – o quella di lanciarsi in reciproci irripetibili insulti in Parlamento e quindi venire poi alle mani, o dimostrarsi al di sopra della legge davanti a milioni di italiani.
Ci si augura davvero che la missiva di questi deputati venga ignorata. Altrimenti c’è da aspettarsi che i partiti di centrodestra comincino ad accusare i Puffi di simboleggiare una società comunista e qualcun altro di accusare Risiko di inneggiare alla guerra.
Soprattutto ci si augura che i politici lavorino davvero per il Paese, anziché perdersi in moralistiche ipocrisie,  anche perché i soldi con cui vengono pagati vengono dalle nostre tasche e non dalla scatola del Monopoly.

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