Politica

Omosessuali, persone non strumenti per giochi politici

24 Giugno 2013

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Omosessuali, persone non strumenti per giochi politici

gayPer quanto forte, la crisi non può colpire la dignità umana e la rispettabilità del nostro Paese
«Proprio non capisco, perché i cattolici debbano fare delle battaglie contro chi invoca il riconoscimento delle unioni fra omosessuali, al di là delle diverse e legittime posizioni sul significato del matrimonio!» Lo ha detto Flavio Romani, Nichi Vendola o Vladimir Luxuria? Nessuno di questi. Il colpo di scena viene da Sandro Bondi, esponente di spicco del Partito della Libertà, nonché ministro dei beni culturali. Che finalmente il principale partito di destra del nostro Paese rifletta seriamente sulla sua asserita liberalità è un fatto importante; tuttavia che il tema venga sollevato in un momento particolare – e non mi riferisco alla celebrazione del Gay Pride 2013 – ma alla presa di posizione del Partito Democratico, appare particolarmente interessante. Pochi giorni fa, proprio dopo aver partecipato alla marcia di Palermo, la neoministra alle pari opportunità Josefa Idem, nell’intervista all’Unità del 16 giugno scorso, ha fatto il punto riguardo alla visione del Pd circa la possibilità di una intesa moderna della regolarizzazione civile dei rapporti tra omosessuali. A leggere tra le righe parrebbe di capire che il Paese non sia ancora pronto ad accettare il matrimonio religioso, ma che sia senz’altro giunto il momento di seguire l’esempio degli altri Paesi europei per quanto riguarda le unioni civili. Ovvero: no al matrimonio, sì ad un riconoscimento giuridico. Ciò che fa riflettere è la tiepidezza del Partito Democratico e l’improvviso interesse del Partito della Libertà, storicamente non proprio in sintonia con questo problema. Basti pensare alle continue allusioni in merito del senatore Giovanardi, mai riprese e redarguite dal suo partito. Ed ecco la perentoria soluzione offertaci da Laura Ravetto, responsabile propaganda del Pdl, riportata il 22 giugno dal Fatto Quotidiano. «Il Pdl sia protagonista dell’evoluzione normativa sui temi etici e in particolare sulla disciplina delle unioni civili. La politica deve aggiornarsi all’ormai consolidato comune sentire del Paese reale su queste tematiche». Proprio nel momento in cui la sinistra riflette, la destra decide di intervenire e appropriarsi di un argomento molto popolare in questo momento. La sensazione è che a destra e a sinistra si faccia a gara a chi fa la proposta più sensazionale. Prima con la questione dello Ius soli, tanto sollecitata da Renzi e tanto osteggiata da Letta e Bersani, poi la questione degli F35, fortemente difesa anche dal Pd, e ora quella degli omosessuali, addirittura proposta dalla destra.
Se i diritti, indipendentemente dalla loro natura e dalla loro influenza, diventano i fortunati conigli da estrarre dal cilindro vincente con il solo scopo di accaparrarsi fette di elettorato, allora ci troviamo proprio nel più cupo dei fondali dell’integrità civile, con l’aggravante di essere una condotta adottata dalle principali forze del nostro Paese.
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