Politica

Franco Staffa

7 Febbraio 2013

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Franco Staffa

Una nuova proposta politica 

di Paolo Gaiardelli  

FMR 3851

 

“Fare per fermare il declino” è il movimento fondato a livello nazionale dal giornalista Oskar Giannino. Franco Staffa, bolzanino, si candida per la camera nelle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.

 

 

Una nuova classe politica per un’Italia che può e vuole crescere nuovamente. È questo l’obiettivo di “Fare per fermare il declino”, movimento fondato dal giornalista Oscar Giannino, che ha strutturato la sua proposta all’elettorato in dieci interventi concreti su temi quali debito, spesa, tasse, concorrenza, formazione e disoccupazione, corruzione, giustizia, giovani e donne, istruzione, federalismo. In Alto Adige la formazione si presenta sia per la votazione alla Camera che per quella al Senato. Candidato per Palazzo Madama il bolzanino Franco Staffa.

 

Nato a Bolzano, il 21 dicembre del 1965, coniugato, con tre figli, Staffa si è laureato in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Milano ed ha sempre coltivato una grande passione per  motori e automobili. Negli anni dell’università ha collaborato con scuole private operanti nella formazione scolastica ed universitaria. Terminati gli studi ha a lungo lavorato nel settore “automotive”, prima nell’ambito della progettazione meccanica, successivamente nella gestione dei progetti ed infine in ambito commerciale. Da diversi anni si occupa di interazione tra università, enti di ricerca ed imprese, gestendo il trasferimento di know-how per sostenere e favorire i processi di innovazione tecnologica delle aziende, che è un fattore importantissimo, se non il più importante, per garantirne la capacità di competere e crescere nel mercato. Proprio toccando con mano il disagio degli imprenditori e del mondo del lavoro in generale in questo delicato momento storico e condividendo gli obiettivi di “Fare per fermare il declino”, Staffa ha ritenuto che la sua esperienza in settori tecnologicamente avanzati e nel sostegno all’innovazione possa dare un concreto contributo al conseguimento del programma dei 10 punti. Da qui la scelta di candidarsi.

 

 

“Fare per fermare il declino” è una formazione nuova, che l’elettorato conosce poco: qual è il principio fondamentale che anima questo movimento?

 

“Fare per fermare il declino nasce dalla convinzione che esista e sia praticabile una politica economica diversa e alternativa a quella perseguita rovinosamente negli ultimi trent’anni. La politica attuale ha condotto ad aumentare il debito, la spesa pubblica e le imposte, senza dare quasi nulla in cambio ai cittadini. Senza dare ciò, migliori servizi pubblici, migliore assicurazione sociale e, soprattutto, senza creare mobilità economica individuale e di gruppo, senza offrire un futuro per i giovani, senza generare – anzi, impedendo – crescita sostenuta e diffusa di produttività e di reddito. Durante gli ultimi trent’anni i fondamenti di questa politica economica fallimentare sono stati condivisi a destra e a sinistra. Su questi fondamenti vi è assoluta coincidenza all’interno del parlamento italiano attuale, con scarsissime eccezioni individuali. L’attuale classe politica è responsabile del fallimento più visibile e tragico: la scelta di finanziare le spese correnti del passato e del presente attraverso la tassazione futura. Cioè la decisione, intenzionale e irresponsabile, di lasciar lievitare a dismisura il debito pubblico per farlo poi pagare alle generazioni giovani o future che lo dovranno subire”.

 

Il movimento ha formulato dieci proposte concrete su argomenti come la spesa, il debito, la giustizia ed altri, quali sono, secondo lei, le problematiche del territorio locale che trovano risposta in questa serie di interventi proposti?

 

“In linea di principio direi che anche per la nostra Provincia valgano tutti i dieci punti proposti dal nostro programma. In particolare ritengo che alcuni di questi possano valere più di altri. Il numero due, “Fermare la spesa pubblica”, per cui proponiamo di ridurre la differenza tra le entrate e le uscite attraverso una drastica riduzione dei costi della politica, limitando spese di emolumenti di tutti gli organismi pubblici; riducendo i benefit assegnati ai politici; riducendo i costi per acquisti di beni e servizi, semplicemente razionalizzandone la gestione. Il numero sei, “Fermare la corruzione e i conflitti di interesse”, che rappresentano una zavorra per la nostra economia. Dalle banche alle authority alle municipalizzate, i conflitti di interesse condizionano e strangolano il bilancio della provincia. Alterano la competizione tra aziende e tra soggetti finanziari. Favoriscono lo spreco di risorse pubbliche, come accade con i sussidi pubblici alle imprese. Soprattutto frenano gli investimenti. Per evitare gli intrecci tra economia e politica, chi assume cariche politiche lascia i suoi beni in un blind trust, ovvero un affidamento fiduciario teso a separare temporaneamente, ma completamente, un soggetto dal proprio patrimonio. Massima trasparenza sui redditi, i patrimoni e gli interessi economici di tutti i funzionari pubblici e di tutte le cariche elettive. Va impedito l’accesso a cariche pubbliche a chi ha avuto condanne per reati economici o legati alla corruzione. Infine il numero dieci, “Federalismo trasparente”: introdurre il vero federalismo con l’attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo. Vero federalismo è quello in cui ogni livello di governo non è ente che amministra localmente con fondi principalmente ricevuti dallo stato centrale, ma è organo politico sovrano, pur con una sovranità limitata e regolamentata a livello federale e locale, dotato di finanza e autonomia di spesa”.

 

A livello di elettorato, pensate di essere la voce degli scontenti oppure credete che anche i “contenti” dei vari partiti esistenti possano cambiare idea e appoggiare la vostra causa?

 

“Siamo convinti di essere un partito trasversale, ovvero in grado di soddisfare le istanze di una larghissima fetta di cittadini, poiché il nostro programma è improntato su regole di buon senso e all’insegna della massima razionalizzazione per quanto riguarda la gestione della cosa pubblica. Fare per fermare il declino non si pone né a destra né a sinistra, bensì avanti, e avanti veloce!”

 

A livello personale, invece, per quale motivo ha aderito a questa nuova proposta politica e con quali obiettivi si presenta alle elezioni?

 

“Personalmente sono convinto della estrema gravità della situazione socio-economica del nostro paese, nonché della generale crisi anche a livello culturale che sta attraversando l’Italia. Ho aderito a Fare per fermare il declino semplicemente perché sono animato da un profondo senso di responsabilità nei confronti delle generazioni future. Io ho tre figli piccoli, di 9, 5 e 2 anni, e mi fa molto male pensare che chi ci ha governato negli ultimi trent’anni abbia così sfacciatamente e vergognosamente derubato il loro futuro. Non possiamo e non dobbiamo più permettere che ciò avvenga”.

 

Paolo Gaiardelli

 

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