Bolzano. Morbillo, in Alto Adige la più bassa percentuale di vaccinati.

Bolzano. Morbillo, in Alto Adige la più bassa percentuale di vaccinati.

Simeoni, primario Asl: poche vaccinazioni, alti i rischi .

Il 68,8 per cento è la percentuale di vaccinazioni contro il morbillo in Alto Adige, mentre la media nazionale è dell’85,3 per cento. Con questa cifra la provincia di Bolzano si posiziona in coda alla classifica stilata dal Ministero della salute. E puntualmente si riapre la polemica dopo che il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta invita i cittadini americani diretti in Italia a vaccinarsi e ad assumere le precauzioni necessarie per ridurre il rischio di contrarr la malattia. Come già era emerso qualche mese fa quando si erano manifestati in Alto Adige alcuni casi di epatite, riemergono le perplessità e le diffidenze nei confronti della pratica della vaccinazione. Quello che fa specie è però il fatto – osserva il primario del Sevizio Igiene del comprensorio di Bolzano della Asl Josef Simeoni –che quando noi siamo in procinto di recarci all’estero, in territori esotici, le perplessità sulla pratica della vaccinazione scompaiono e si seguono con estrema diligenza tutte le prevenzioni atte ad evitare di contrarre malattie. Simeoni non usa mezzi termini: ”La vaccinazione ha una importanza duplice, è una tutela per se stessi ma anche nei confronti della comunità, perché ciascuno di noi è responsabile di eventuali epidemie.“ Il medico insiste sull’aspetto della responsabilità . “Non siamo solo noi a doverci tutelare – dice – ma dobbiamo ragionare nell’ottica dello sradicamento della malattia”. Invece se le persone cominciano a non vaccinarsi la diffusione di malattie che oggi appaiono quasi debellate può aumentare. Ma certe infezioni oggi rare, in realtà lo sono proprio grazie ai vaccini. È un errore sottovalutare la pericolosità di malattie come il morbillo, il tetano, l’epatite, la tubercolosi e altre, che la copertura vaccinale ha reso quasi inesistenti.

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